Pubblicato il 7. Ottobre 2019

Start up o grande azienda: come trovare la propria dimensione nel mondo del lavoro IT

Con la digitalizzazione crescente del mondo del lavoro sono sicuramente le figure professionali nel campo dell’IT a vedere accrescere il proprio potere sul mercato e a potersi concedere sempre di più il lusso di “scegliere” dove lavorare.

Come agenzia operante nel settore della ricerca e della selezione di professionisti in ambito IT da molti anni, sappiamo bene che i professionisti informatici che non intendono avviare una carriera da freelance e ricercano quindi un impiego “fisso”, si dividono in due grandi categorie: chi preferisce cimentarsi nell’ambiente di un’azienda già strutturata o chi predilige abbracciare il progetto di sviluppo di una start up.

Tralasciando quelle che sono le motivazioni, le più diverse, alla base di questa scelta, quali sono i pro e i contro delle due soluzioni?

Le PMI sono sicuramente la spina dorsale dell’economia italiana, in grado di rispondere in maniera più o meno solerte alle richieste del mercato.
La continua digitalizzazione dei processi ha fatto sì che per rimanere al passo, anche le aziende più piccole abbiano dovuto potenziare il compartimento IT.
Questo spirito di sopravvivenza ha fatto sì che gli investimenti in questo settore e il potenziamento delle figure specializzate, sia in ambito di assunzione che di formazione, abbiamo portato le piccole aziende alla ribalta, definendole come piccoli hub altamente tecnologizzati in grado di fare la differenza in termini di  efficienza ed efficacia dei processi.

 

È sempre maggiore infatti la richiesta di figure specializzate nel coding, nella programmazione e nella gestione di modelli di business informatizzati.
Globalizzazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale, ma anche la necessità di sicurezza IT, rendono le PMI interessanti datori di lavoro per specialisti informatici e ingegneri di qualsiasi tipo.

 

Sicuramente la presenza di datori di lavoro e di gerarchie strutturate, per quanto fluide, rendono questi ambienti ideali per chi preferisce lavorare in team e ambire a una sorta di “scalata” all’interno dell’azienda stessa, garantendo anche un confronto e una formazione continua da parte delle figure più senior.

Dall’altro lato la start-up è un’azienda nella prima fase del suo ciclo di vita e sposare un progetto simile porta con sè certamente tante gratificazioni, ma anche una buona dose di rischi.
In Italia più del 50% delle start up innovative sono nel settore dell’informatica e della tecnologia, e questo fa sì che il mercato del lavoro assista al crearsi di sempre nuove e specifiche possibilità lavorative.

Al contrario delle aziende strutturate, spesso nelle start-up non sono presenti dipartimenti fissi e questo favorisce l’interscambio di lavori, progetti e conoscenze, contribuendo così alla crescita di skills a tutto tondo e alla formazione di figure professionali più trasversali.


Spesso in queste realtà l’avanguardia è alta: l’ambiente dinamico permette di mettersi a contatto con tecnologie sempre più evolute e al tempo stesso consete a figure altamente specializzate di fare le differenza e contribuire attivamente alla crescita della start-up stessa.

In Westhouse riconosciamo la forza di entrambi gli ambienti di lavoro, per questo motivo abbiamo deciso di diventare veri e propri partner per i nostri clienti che, nelle loro diverse forme, dimensioni e strutturazioni, manifestano una necessità di implementare il proprio organico IT.

Sviluppiamo progetti, creiamo sinergie e mettiamo in contatto domanda e offerta: i candidati possono contare su un portfolio di clienti globali e vario, mentre queste ultime sanno di poter trovare in Westhouse un partner nell’individuazione di candidati accuratamente profilati secondo competenze, skill e professionalità.

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